La Peregrinatio: sussidi e il calendario
Ottavo centenario della nascita di S. Elisabetta d'Ungheria, Patrona dell'O.F.S.
Sussidio per la preghiera e Calendario -
Ordine Francescano Secolare d'Italia
Rito della consegna della Reliquia di S. Elisabetta d'Ungheria, Patrona dell'Ordine Francescano Secolare
Canto: Lodate Dio ("Dove tu sei")
sol do/sol fa sol
Lodate Dio cieli immensi ed infiniti
sol do/sol re- la-
Lodate Dio cori eterni d’Angeli do re sol (la-) re
Lodate Dio Santi del suo Regno
sol la- re mi- re
Lodatelo uomini Dio vi ama
sol la- re do sol
Lodatelo uomini Dio è con voi.
(parlato) Ti ringraziamo Dio nostro Padre perché sei Amore.
Tu ci hai fatto dono della vita e ci hai creati per essere fi gli tuoi.
Ti ringraziamo perché ci fai partecipi della tua opera creatrice
dandoci un mondo da plasmare con le nostre mani. Rit.
(parlato) Ti ringraziamo. Signore Gesù, perché per amore nostro
sei venuto in questo mondo per riscattarci da ogni male e riportarci al
Padre.
Ti ringraziamo perché sei rimasto in mezzo a noi per sempre
per far di tutti gli uomini una sola famiglia, un corpo solo in Te. Rit.
(parlato) Ti ringraziamo Spirito d’amore perché rinnovi la faccia della
terra.
Tu dai luce e conforto ad ogni cuore.
Ti ringraziamo perché con i tuoi santi doni ci dai la forza di avanzare
nel nostro cammino, per giungere uniti alla gioia della tua casa. Rit.
Saluto del celebrante
e parole di introduzione.
"Il serafico Patriarca San Francesco d’Assisi, mentre era in vita e anche
dopo la sua preziosa morte, ha invogliato molti a servire Dio in seno
alla famiglia religiosa da lui fondata, ma ha attirato anche innumerevoli
laici ad entrare nelle sue istituzioni rimanendo nel mondo, per quanto
era loro possibile" (Lettera apostolica di Paolo VI).
Francesco stesso, inviando i suoi Frati a predicare la penitenza, ha permesso
a molte persone, nobili e popolani, ricchi e poveri, uomini e donne,
di abbracciare la forma di vita evangelica da lui vissuta.
Arrivati i Frati in Turingia, poco dopo il 1221, essi trovarono buona
accoglienza dal Langravio Ludovico e dalla sua sposa Elisabetta d’Ungheria.
La Duchessa, già dedita alla cura dei malati e dei poveri, fedele
alla preghiera e alla penitenza, attirata dalla vita semplice dei francescani,
chiese di avere come confessore e guida spirituale Frate Ruggero
(Rudiger; FF 2352).
La fama e la testimonianza di Elisabetta arrivò ben
presto anche in Italia e lo stesso Cardinale Ugolino convinse S. Francesco
a inviarle il suo mantello, in segno di affetto e approvazione.
"Elisabetta ha vissuto pienamente il progetto di vita che san Francesco
ha proposto ai fratelli e alle sorelle dell’Ordine della penitenza.
E questo fatto, incontestabile, è più che sufficiente per ammettere la
francescanità di Elisabetta e le valenze della sua spiritualità. Il binomio
penitenziale - conversione e opere di misericordia - da lei vissuto con
estrema generosità, l’ha introdotta nell’orbita della mistica più viva e
personalizzata.
Una spiritualità che arpeggia tante sfumature della vita
penitenziale francescana: continua preghiera di lode e crescente comunione
con Dio, meditazione dei misteri di Cristo, contemplazione del
sommo Bene, opere caritative ad ampio raggio. Sono questi i ritmi di
un percorso spirituale che conduce alla somma perfezione cristiana" (L. Temperini).
Oggi, nell’ottavo centenario della nascita di S. Elisabetta, noi francescani
secolari d’Italia, vogliamo onorare la nostra Patrona facendo arrivare
la sua preziosa reliquia in tutte le fraternità regionali.
Il Signore ci conceda per l’intercessione di S. Elisabetta di essere tra "coloro che
amano il Signore con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la mente,
con tutta la loro forza ed amano il loro prossimo come se stessi..."
e di essere nel mondo e nella società di oggi "sposi, fratelli e madri del
nostro Signore Gesù Cristo" (cfr. Esortazione di S. Francesco ai fratelli
e sorelle della penitenza).
Canto: Fratello Sole Sorella Luna.
Dolce sentire come nel mio cuore,
ora umilmente sta nascendo amore.
Dolce capire che non son più solo
ma che son parte di una immensa vita,
che generosa risplende intorno a me;
dono di Lui del suo immenso amore.
Ci ha dato il cielo e le chiare stelle,
fratello sole e sorella luna;
la madre terra con frutti
prati e fi ori, il fuoco, il vento,
l’aria e l’acqua pura,
fonte di vita per le sue creature,
dono di Lui del suo immenso amore,
dono di Lui del suo immenso amore.
Sia laudato nostro Signore
che ha creato l’universo intero.
Sia laudato nostro Signore,
noi tutti siamo sue creature:
dono di Lui, del suo immenso amor
beato chi lo serve in umiltà.
Lettura del Vangelo secondo Matteo (11, 25-27)
In quel tempo Gesù disse: Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e
della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti
e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto
a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se
non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale
il Figlio lo voglia rivelare.
Brevi parole di esortazione del celebrante. Invocazioni
Rivolgiamo la nostra preghiera al Signore nostro Padre, che ha mandato
il Figlio suo nel mondo per salvare i contriti di cuore e diciamo:
Infi ammaci, o Signore, del tuo santo amore
O Signore, che di continuo accresci in noi, con la tua parola di vita, la
conoscenza del tuo amore,
fa’ che possiamo riconoscerti e amarti in tutte le circostanza della
nostra vita.
O Dio di bontà, che ci vuoi generosi e solleciti nelle opere di carità
fa’ che tutti ci riconoscano veri discepoli del tuo Figlio.
O Padre di tutti gli uomini, così premuroso verso i tuoi poveri,
fa’ che siamo testimoni della tua luce e del tuo amore nel mondo.
O Signore che ci esorti a distaccarci dalle cupidigie del mondo,
fa’ che veniamo incontro fraternamente alle necessità del prossimo.
O Signore, che ci doni S. Elisabetta come Patrona,
fa’ che seguiamo fedelmente gli esempi della sua vita.
Padre Nostro...
Preghiamo:
O Dio, che a S. Elisabetta hai dato la grazia di riconoscere e onorare
Cristo nei poveri, concedi anche a noi, per sua intercessione, di servire
con instancabile carità coloro che si trovano nella sofferenza e nel
bisogno. Per il nostro Signore...
Consegna della Reliquia
La nostra fraternità regionale del/la... che ha avuto la gioia di accogliere
e custodire la reliquia della nostra Patrona, S. Elisabetta, ringrazia Dio
per tutte le grazie spirituali ricevute in questo tempo. Ora affida questo
tesoro ai fratelli e alle sorelle della fraternità regionale del/la... perché
possano accrescere la gioia di venerare colei che ci chiama a una fedele
testimonianza nella sequela di Gesù Cristo.
Fratelli e sorelle ricevete e custodite con amore la Reliquia della nostra Patrona, che oggi consegniamo nelle vostre mani: nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen
Canto: Andate per le strade
Andate per le strade in tutto il mondo,
chiamate i miei amici per la festa:
c’è un posto per ciascuno alla mia mensa.
Nel vostro cammino annunciate il Vangelo,
dicendo:"E’ vicino il Regno dei cieli".
Guarite i malati, mondate i lebbrosi,
rendete la vita a chi l’ha perduta.
Vi è stato donato con amore gratuito:
ugualmente donate con gioia e per amore.
Con voi non prendete né oro né argento,
perché l’operaio ha diritto al suo cibo.
Entrando in una casa, donatele la pace
se c’è chi vi rifi uta e non accoglie il dono,
la pace torni a voi e uscite dalla casa
scuotendo la polvere dai vostri calzari.
Ecco io vi mando agnelli in mezzo ai lupi:
siate, dunque, avveduti come sono i serpenti,
ma liberi e chiari come le colombe;
dovrete sopportare prigioni e tribunali.
Nessuno è più grande del proprio maestro:
né il servo è più importante del suo padrone.
Se hanno odiato me, odieranno anche voi.
Ma voi non temete: io non vi lascio soli!
Veglia di preghiera Canto: Lodate Dio
Lodate Dio, schiere beate del cielo,
lodate Dio, genti di tutta la terra;
cantate a Lui che l’universo creò,
somma sapienza e splendore.
Lodate Dio, Padre che dona ogni bene,
lodate Dio, ricco di grazia e perdono:
cantate a lui, che tanto
gli uomini amò da dare l’unico Figlio.
Lodate Dio, uno e trino Signore,
lodate Dio, meta e premio dei buoni:
cantate a lui, sorgente d’ogni bontà,
per tutti i secoli. Amen!
Celebrante: Nel nome del Padre...
Saluto
Guida: Elisabetta nacque nel 1207, in Ungheria, dal re Andrea II e da
Gertrude di Merano. A 800 anni dalla sua nascita noi la onoriamo come
santa, cioè come fedele seguace di Gesù Cristo. La testimonianza della
sua breve vita ci induce a lodare e ringraziare Dio, ma ci invita anche
alla conversione, vale a dire, che non possiamo solo celebrare un anniversario,
ma che ci impegniamo ad imitarne le sue virtù tipicamente francescane: la preghiera, la penitenza, l’elemosina. Nessun onore possiamo
tributare alla nostra patrona, se non la seguiamo come modello
di vita.
Celebrante: Ogni preghiera sale a Dio se viene da un cuore purificato,
chiediamo perdono dei nostri peccati e delle nostre infedeltà alla Regola
che abbiamo professato.
Abbi pietà di noi, Signore, e perdona l’orgoglio del nostro cuore; perdona
la superbia dei nostri pensieri; perdona la prepotenza delle nostre
azioni. Siamo lontani da te, perché solo gli umili Tu innalzi alla visione
del tuo volto; solo i piccoli Tu elevi alla conoscenza di Te; solo i deboli
possono capire come Tu sei presente nella nostra storia.
Tu non sei un Dio che si compiace delle presunzioni, ma ti riveli a chi
confi da in Te, hai misericordia di chi non si aggrappa al trono delle sue
ricchezze. Ti fai incontrare da chi non consuma la sua vita nella ricerca
di lodi effimere.
Kyrie eleison
Abbi pietà di noi Signore! Le nostre paure ci costringono, spesso ci
spingono a conquistarci una posizione, un posto di prestigio.
Spesso la nostra sfi ducia ci conduce a cercare piccoli o grandi palcoscenici,
una piattaforma, che ci assicuri una qualche gloria. Ma è solo gloria
vana, è solo sicurezza passeggera. La vera gloria, Signore, la nostra
vera sicurezza è la tua mano tesa: per offrirci la salvezza e per esortare
noi al perdono. La gloria vera che dura in eterno è di chi non teme di
plasmare tutta la sua vita sul tuo Vangelo, sulla tua notizia di gioia.
Rendici inquieti ricercatori di Te, Signore!
Kriste eleison
Abbi pietà di noi, Signore! Noi non abbiamo sempre il coraggio di parlare
nel tuo nome.
Parlare nel tuo nome vuol dire condividere la tua sorte, accettare le
ostilità che Tu hai accettato, sopportare le persecuzioni che Tu hai sopportato.
Perdona la nostra debolezza che troppo spesso ci impedisce
di rischiare per te, Signore, ci impedisce di testimoniare il tuo nome.
Noi sappiamo che uno dei miracoli più grandi della nostra fede è la
gioia segreta che sentiamo nel cuore quando testimoniamo la tua verità,
è la consolazione che Tu fai nascere nell’animo quando non temiamo
l’umiliazione da parte di quelli che non accettano che il tuo nome sia
pronunciato. Rendici capaci di cercare questa gioia!
Kyrie eleison
Celebrante: Signore Gesù Cristo, Figlio del Dio vivo, che per volontà
del Padre e con l’opera dello Spirito Santo, morendo hai dato la vita al
mondo, per il santo mistero del tuo corpo e del tuo sangue, liberaci da
ogni colpa e da ogni male, fa’ che siamo sempre fedeli alla tua legge e
non siamo mai separati da Te, che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Amen.
Invochiamo lo Spirito Santo perché faccia di tutti noi un cuor solo e
un’anima sola:
Canto: Spirito di Dio, scendi su di noi.
Spirito di Dio, scendi su di noi,
Spirito di Dio, scendi su di noi,
Fondici, plasmaci, riempici, usaci,
Spirito di Dio, scendi su di noi.
Trasformaci, rinnovaci,
Spirito di Dio scendi su di noi.
Celebrante: Preghiamo
O Dio, che a S. Elisabetta hai dato la grazia di riconoscere e onorare
Cristo nei poveri, concedi anche a noi, per sua intercessione, di servire
con instancabile carità coloro che si trovano nella sofferenza e nel bisogno.
Per il nostro Signore...
Guida: Ora vogliamo soffermarci con spirito contemplativo, su quello
che Elisabetta ha vissuto come cristiana e francescana. Sottolineeremo
innanzitutto la sua sete di Dio, soddisfatta con una preghiera ardente e
prolungata.
Lettore: Dal Vangelo secondo Matteo (6, 5-9)
Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare
stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti
dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.
Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta,
prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti
ricompenserà.
Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di
venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché
il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele
chiediate.
Voi dunque pregate così: Padre nostro.
Parola del Signore
Spiritualità di S. Elisabetta.
L’itinerario di conversione, che Elisabetta percorre in breve tempo, è
scandito di continua preghiera, di carità eroica verso i poveri e di opere
di misericordia verso i malati. La contemplazione e l’unione con Dio,
sommo bene, sono incessanti.
Scrive Corrado da Marburgo, confessore e severo direttore spirituale:
"Oltre all’impegno nelle opere di vita attiva, affermo davanti a Dio che
raramente ho visto una donna così contemplativa come Elisabetta. Alcuni
fedeli constatarono assai spesso che, quando usciva dalla sua preghiera
privata, irradiava dal volto un meraviglioso splendore e dai suoi
occhi uscivano come raggi di sole".
Un’esistenza in crescente trasfi gurazione alla luce di Cristo e dietro
l’esempio di san Francesco. Le ancelle attestano di aver visto Elisabetta
tutta assorta in Dio, estraniata nell’estasi. "Le compagne spesso la sorprendevano
immobile, con le mani alzate e gli occhi fi ssi al cielo, come
stesse spiccando il volo dietro una visione lontana". Corrado conferma
come sempre più Elisabetta «per alcune ore fosse rapita in estasi» e si
immergesse nel mistero di Dio. (L. Temperini, Santa Elisabetta d’Ungheria,
ed. Franciscanum, Roma - p. 16-17).
Inno (dalla liturgia delle ore del 17 novembre)
Esultanti cantiamo alla Santa che fu esempio di rara fortezza:
nelle liete vicende e le tristi il suo sguardo fu sempre al Signore.
Del nemico elle vinse le insidie disprezzando ogni bene caduco;
del suo regno terreno spogliata visse solo per quello celeste.
Con i teneri fi gli piangenti, senza casa va errando nel mondo;
fatta povera in spirito e corpo cerca un pane e un asilo sicuro.
In letizia ed amore ella porta quella croce che Cristo le porge:
e attende soffrendo e pregando d’esser degna di unirsi al suo Dio.
Gloria e onore al Padre nei cieli che col Figlio e lo Spirito Santo,
con amore e sapienza conduce tutto il mondo al supremo destino.
Amen.
Canto: Tu chi sei (M. Chiara Bizzetti "Vorrei amare")
Tu ,Tu chi sei?
Tu che parli nel silenzio, Tu che abiti i deserti del mio cuore.
Tu chi sei ?
Tu che canti nella notte e mi aspetti oltre ogni porta che si apre,
Tu chi sei?
Ed io, chi sono io?
Vaso fragile di creta impastato di paure e di speranze.
Come l’erba è la mia vita, come goccia di rugiada nel mattino:
Chi son io davanti a Te?
Guardami Signore, poca terra ho nelle mani ma se vuoi
anche la mia terra fiorirà.
Guardami Signore, nel mio nulla ho confi dato in Te,
nel Tuo amore tutta la mia vita canterà.
Tu, Tu chi sei?
Tu che scruti nel mio cuore e conosci i miei pensieri più segreti?
Tu chi sei?
che mi insegui ovunque vada fi no agli ultimi confi ni della terra?
Tu chi sei?
Ed io, chi sono io?
io che sempre mi nascondo e non faccio che fuggire dal Tuo sguardo.
Dove andrà senza una meta, senza un punto verso il quale camminare?
Il Tuo volto cercherò!
Guardami Signore...
Guida: La preghiera è disponibilità e apertura a Dio, ma se non ci fosse
un vero amore per i fratelli, sarebbe solo ipocrisia, impariamo da S.
Elisabetta a donare ai fratelli senza fare calcoli.
Lettore: Dalla vita seconda di Fra Tommaso da Celano (FF 678)
Una volta venne dal Santo la madre di due frati, a chiedere fi duciosamente
l’elemosina. Provandone vivo dolore, il Padre si rivolse al suo
vicario, frate Pietro di Cattanio: "Possiamo dare qualcosa in elemosina
a nostra madre?". Perché chiamava madre sua e di tutti i frati la madre
di qualsiasi religioso. Gli rispose frate Pietro: "In casa non c’è niente
da poterle dare". "Abbiamo solo - aggiunse - un Nuovo Testamento,
che ci serve per le letture a mattutino, essendo noi senza breviario".
Gli rispose Francesco: "Dà alla nostra madre il Nuovo Testamento: lo
venda secondo la sua necessità, perché è proprio lui che ci insegna ad
aiutare i poveri. Ritengo per certo che sarà più gradito al Signore l’atto
di carità che la lettura". Così fu regalato il libro alla donna e fu alienato
per questa santa carità il primo Testamento che ebbe l’Ordine.
A laude di Cristo. Amen.
Carità e povertà di S. Elisabetta
L’ancella (di Elisabetta) Isentrude, testimone oculare per molti anni,
sottolinea la continua sensibilità di Elisabetta verso i poveri e i soffe15
renti. Spesso si reca a visitare le loro misere abitazioni, portando vitto e
aiuti. Durante la grave carestia che nel 1226 colpì la Turingia, Elisabetta
- assente il consorte - si avvalse di tutto il suo potere per soccorrere i
poveri, mettendo a disposizione anche tutte le sue riserve.
Elisabetta, giovane e coraggiosa, visita la gente e soprattutto i malati,
viene incontro a tutte le richieste, conforta i sofferenti e parla loro di
Dio, si prende cura dei malati, anche di quelli più ripugnanti. Commovente
è la sua premura per i bambini, anche se sporchi e talvolta deformi.
Tale è la testimonianza di Isentrude, ancella e compagna. Corrado
ricorda che Elisabetta si prese cura di un bambino paralitico servendolo
notte e giorno in tutte le sue necessità; portò in casa e curò personalmente
una ragazza lebbrosa; lavava e medicava un bambino coperto di
scabbia.
Ascoltiamo la descrizione di Corrado, testimone oculare dei fatti narrati. "La sorella Elisabetta aveva incominciato presto ad esercitare la
virtù, sicché, come in tutta la sua vita era stata consolatrice dei poveri,
così allora cominciò ad essere la ristoratrice degli affamati, impegnandosi
presso un suo castello a costruire un ospedale, in cui raccolse e
nutrì infermi e deboli, distribuì anche largamente il benefi cio della carità
a tutti quelli che ivi chiedevano l’elemosina e non soltanto ivi ma in tutti i confi ni e i limiti della giurisdizione di suo marito, dando fondo
a tutti i suoi proventi dei quattro principati di suo marito, giungendo a
far vendere tutti gli ornamenti e le vesti preziose a vantaggio dei poveri,
avendo la consuetudine di visitare personalmente due volte al giorno,
al mattino e alla sera, tutti i suoi infermi, curando personalmente tutti
quelli che erano più ripugnanti, ad alcuni dei quali dava da mangiare,
ad alcuni rifaceva il letto, alcuni li trasportava sulle sue spalle e compiva
molti altri gesti di umanità e in tutto questo non fu mai contraria la
volontà di suo marito, di felice memoria".
Vicina al transito, Elisabetta precisò che «tutto ciò che ancora sembrava
possedere era dei poveri» e pregò il suo confessore che, dopo la sua
morte, distribuisse loro ogni bene, eccetto una vile tunica (L. Temperini,
o.c. p. 18-20).
Inno (dalla liturgia delle ore del 17 novembre)
Celebriamo l’eterno trionfo della santa che umile e forte,
attraverso i travagli del mondo ha raggiunto la gioia del cielo.
Distaccata dai beni caduchi sempre volta ia valori supremi,
le lusinghe e le insidie disprezza dei fallaci splendori mondani.
Del potere l’emblema depone senza scettro diviene straniera, nella casa dov’era regina, e la patria terrena abbandona.
Riconosce nei miseri Cristo, presta loro le cure pietose,
con chi soffre anche lei sofferente per sanare lo spirito e il corpo.
Gloria e onore al Padre nei cieli che col Figlio e lo Spirito Santo,
con sapienza ed amore conduce tutto il mondo al supremo destino.
Amen.
Canto: chi ci separera'
Chi
ci separerà dal suo amore, do sol la- fa mi
la tribolazione, forse la spada? re- la- fa mi
Né morte o vita ci separerà la- mi- fa do
dall’amore in Cristo Signore. fa la- sol do sol do
Chi ci separerà dalla sua pace,
la persecuzione, forse il dolore?
Nessun potere ci separerà
da colui che è morto per noi.
Chi ci separerà dalla sua gioia,
chi potrà strapparci il suo perdono?
Nessuno al mondo ci allontanerà
dalla vita in Cristo Signore.
Guida: Seppure non avvalorata da espliciti documenti, molti hanno la
certezza che S. Elisabetta abbia professato l’impegno di vita proposta
da Francesco per i secolari. In una biografia (anonima) del 1391 si
legge: "Nel 1221 S. Francesco d’Assisi aveva istituito il Terz’ Ordine ed i suoi
figli lo diffondevano ovunque. Essendo entrati anche in un convento
di Eisenach, Elisabetta vi scelse il proprio confessore nel P. Rodinger,
e sollecitò subito dal marito, il permesso far parte della provvida istituzione.
Frate Francesco fu particolarmente lieto dell’acquisto e parlandone
col Cardinale Ugolino, poi. Papa Gregorio IX, questi gli tolse
dalle spalle il logoro mantello e gli ingiunse di mandarlo alla regale
pecorella di Dio. Ubbidì il Santo, e accompagnò il presente con una
lettera per rallegrarsi delle grazie che Iddio elargiva a quella figlia d’eccezione.
E’ facile pensare la riconoscenza di S. Elisabetta, e come si tenne prezioso
il dono del Santo".
Dalla Regola dell’Ordine francescano secolare (4-5)
La regola e la vita dei francescani secolari è questa: osservare il vangelo
di nostro Signore Gesù Cristo secondo l’esempio di S. Francesco
d’Assisi, il quale del Cristo fece l’ispiratore e il centro della sua vita con
Dio e con gli uomini. Cristo, dono dell’Amore del Padre, è la via a Lui,
è la verità nella quale lo Spirito Santo ci introduce, è la vita che Egli è
venuto a dare in sovrabbondanza. I francescani secolari si impegnino,
inoltre, ad una assidua lettura del Vangelo, passando dal Vangelo alla
vita e dalla vita al Vangelo.
I francescani secolari, quindi, ricerchino la persona vivente e operante
di Cristo nei fratelli, nella sacra Scrittura, nella Chiesa e nelle azioni
liturgiche. La fede di S. Francesco che dettò queste parole: "Niente altro
vedo corporalmente in questo mondo dello stesso altissimo Figlio di
Dio se non il suo santissimo Corpo e il santissimo Sangue" sia per essi
l’ispirazione e l’orientamento della loro vita eucaristica.
Dalle Costituzioni Generali dell’OFS (art. 10)
"Cristo povero e crocifisso", vincitore della morte e risorto, massima
manifestazione dell’amore di Dio all’uomo, è il libro in cui i fratelli,
a imitazione di Francesco, imparano il perché e il come vivere, amare e soffrire. In Lui scoprono il valore delle contraddizioni per causa della
giustizia e il senso delle diffi coltà e delle croci della vita di ogni giorno.
Con lui possono accettare la volontà del Padre anche nelle circostanze
più difficili e vivere lo spirito francescano di pace, nel rifiuto di ogni
dottrina contraria alla dignità dell’uomo.
Elisabetta francescana secolare.
Elisabetta ha vissuto pienamente il progetto di vita che san Francesco
ha proposto ai fratelli e alle sorelle dell’ordine della penitenza. E questo
fatto, incontestabile, e più che suffi ciente per ammettere la francescanità
di Elisabetta e le valenze della sua spiritualità. Il binomio penitenziale
- conversione e opere di misericordia -, da lei vissuto con
estrema generosità, l’ha introdotta nell’orbita della mistica più viva e
personalizzata. Una spiritualità che arpeggia tante sfumature della vita
penitenziale francescana: continua preghiera di lode e crescente comunione
con Dio, meditazione dei misteri di Cristo, contemplazione del
sommo Bene, opere caritative ad ampio raggio. Sono questi i ritmi di
un percorso spirituale che conduce alla somma perfezione cristiana
(L. Temperini, o.c. p. 26-27).
Canto: E Sono solo un uomo
Io lo so Signore che vengo da lontano prima nel pensiero e poi nella
tua mano
io mi rendo conto che Tu sei la mia vita e non mi sembra vero di pregarti
così.
Padre di ogni uomo e non ti ho visto mai. Spirito di vita e nacqui da
una donna
Figlio mio fratello e sono solo un uomo eppure lo capisco che Tu sei
la Verità.
E imparerò a guardare tutto il mondo con gli occhi trasparenti di un
bambino
e insegnerò a chiamarti Padre Nostro ad ogni fi glio che diventa uomo.
(bis)
Io lo so Signore che Tu mi sei vicino luce alla mia mente guida al mio
cammino
mano che sorregge sguardo che perdona e non mi sembra vero che Tu
esista così.
Dove nasce amore Tu sei la sorgente. Dove c’è una croce Tu sei la
speranza
dove il tempo ha fi ne Tu sei vita eterna e so che posso sempre contare
su di Te.
E accoglierò la vita come un dono e avrò il coraggio di morire anch’io
e incontro a te verrò col mio fratello che non si sente amato da nessuno.
(bis)
Guida: Elisabetta, pur nella breve esistenza terrena, ha conquistato le
vette della santità, tanto che fu canonizzata dopo pochi anni. In lei la
Chiesa vuole esaltare la giovane donna forte, la sposa fedele, la nobile
umile, la regina povera, per indicarla come modello a tanti che cercano
una via sicura per realizzare la propria vita nella sequela di Gesù Cristo.
La regina Elisabetta santa.
Dalla Cronaca di Salimbene de Adam (FF 2589)
La canonizzazione
Nell’anno 1228, il 16 di luglio, papa Gregorio iscrisse nel catalogo dei
Santi e canonizzò il beato Francesco. Lo stesso papa canonizzò la beata
Elisabetta, figlia del re di Ungheria e moglie del langravio di Turingia,
la quale, tra gli innumerevoli miracoli, risuscitò 16 morti e diede la vista
ad un cieco nato. Dal suo corpo ancor oggi si vede emanare una specie
di olio. Questa Santa, dopo la morte del marito, visse sotto l’obbedienza
dei frati minori e fu sempre a loro molto devota.
Celebrante: Il Signore sia con voi...
Dal Vangelo secondo Matteo (5, 1-11)
Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si
avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava
dicendo:
Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati gli affl itti,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per causa della giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno
ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed
esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno
perseguitato i profeti prima di voi.
Parola del Signore.
Secondo l’opportunità si può tenere una breve omelia.
Invocazioni
Celebrante: Rivolgiamo la nostra preghiera al Signore nostro Padre,
che ha mandato il Figlio suo nel mondo per salvare i contriti di cuore e
diciamo:
Infiammaci, o Signore, del tuo santo amore.
O Signore, che di continuo accresci in noi, con la tua parola di vita, la
conoscenza del tuo amore,
fa’ che possiamo riconoscerti e amarti in tutte le circostanza della
nostra vita.
O Dio di bontà, che ci vuoi generosi e solleciti nelle opere di carità
fà che tutti ci riconoscano veri discepoli del tuo Figlio.
O Padre di tutti gli uomini, così premuroso verso i tuoi poveri,
fà che siamo testimoni della tua luce e del tuo amore nel mondo.
O Signore che ci esorti a distaccarci dalle cupidigie del mondo,
fà che veniamo incontro fraternamente alle necessità del prossimo.
O Signore, che ci doni S. Elisabetta come Patrona,
fa’ che seguiamo fedelmente gli esempi della sua vita.
Padre nostro...
O Dio che illumini la Chiesa con la vita di S. Elisabetta, fà che la sua
testimonianza evangelica ci richiami ad una vita più degna e generosa
e il ricordo dei suoi esempi ci stimoli sempre all’imitazione del tuo
Figlio, che con te vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
Benedizione.
Il signore sia con voi...
Il Signore vi benedica e vi protegga.
Amen.
Faccia risplendere il suo volto su di voi
e vi doni la sua misericordia.
Amen.
Rivolga su di voi il suo sguardo
e vi doni la sua pace.
Amen.
E la benedizione di Dio onnipotente,
Padre e Figlio e Spirito Santo,
discenda su di voi, e con voi rimanga sempre.
Amen.
Il Signore che ci ha riuniti nella gioia vi faccia testimoni del suo amore:
andate in pace.
Rendiamo grazie a Dio.
Canto: La preghiera di Gesù è la nostra.
Dove due o tre sono uniti nel mio nome, io sarò con loro, pregherò con
loro,
amerò con loro perché il mondo venga a te, o Padre,
conoscere il tuo amore è avere vita con te.
Rito della consegna della Reliquia di S. Elisabetta d'Ungheria, Patrona dell'Ordine Francescano Secolare
Voi che siete luce della terra, miei amici, risplendete sempre della vera
luce,
perché il mondo creda nell’amore che c’è in voi, o Padre,
consacrali per sempre e diano gloria a te.
Ogni beatitudine vi attende nel mio giorno se sarete uniti, se sarete
pace, se sarete puri,
perché voi vedrete Dio che è Padre,
in lui la vostra vita gioia piena sarà.
Voi che ora siete miei discepoli nel mondo, siete testimoni di un amore
immenso,
date prova della speranza che è in voi, coraggio,
vi guiderò per sempre: io rimango con voi.
Spirito, che animi la Chiesa e la rinnovi, donale fortezza, fa’ che sia
fedele
come Cristo che muore e risorge, perché il Regno del Padre
si compia in mezzo a noi e abbiamo vita in lui,
si compia in mezzo a noi e abbiamo vita in lui.
La "peregrinatio" della reliquia
di S. Elisabetta tra le fraternita' italiane.
Il segno visibile della celebrazione della memoria di Elisabetta d’Ungheria nelle fraternità dell’Ofs d’Italia sarà la “peregrinatio” della reliquia della patrona lungo tutto lo Stivale.
La reliquia è stata consegnata a conclusione della celebrazione nella basilica dei Santi Cosma e Damiano alla fraternità regionale del Lazio, la prima regione visitata. La peregrinatio terminerà in Umbria con una celebrazione conclusiva a Perugia nel novembre del 2008, articolandosi, in un armonico fluire fra le regioni confinanti, in un simbolico cammino di comunione e di fraternità.
Il programma: Lazio (novembre-dicembre 2006), Abruzzo (dicembre 2006-gennaio 2007), Puglia (gennaio–febbraio 2007), Molise (febbraio-marzo 2007), Campania (marzo-aprile 2007), Basilicata (aprile-maggio 2007), Calabria (maggio-giugno 2007), Sicilia (giugno-luglio 2007), Sardegna (settembre-ottobre 2007), Liguria (ottobre-novembre 2007), Piemonte e Valle d'Aosta (novembre-dicembre 2007), Svizzera italiana (dicembre 2007-gennaio 2008), Lombardia (gennaio-febbraio 2008), Veneto (febbraio-marzo 2008), Trentino (marzo-aprile 2008), Friuli Venezia Giulia (aprile-maggio 2008), Emilia Romagna (maggio-giugno 2008), Marche (giugno-luglio 2008), Toscana (settembre-ottobre 2008), Umbria (ottobre-novembre 2008).
Fonte: Ordine Francescano Secolare
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